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Si definiscono palindrome, quelle parole o frasi che possono essere lette senza variare anche da destra verso sinistra.Un verso palindromo, è, per esempio, quello inventato da Virgilio: "in girum imus et consumimur igni", la cui soluzione sono le falene o le torce. Uno dei più famosi palindromi è quello del Sator. In questa sede non vorremo occuparci del suo significato, al quale comunque accenneremo, ma della sua origine.
Da sempre ad esso sono stati associati strani poteri. In un primo tempo si credeva una invenzione medievale, ma nel 1868, tra le rovine di Cirencester (l’antica Corinium romana) si rinvenne un quadrato databile III secolo. Si pensò allora , che fosse una croce dissimulata, cioè un modo degli antiche cristiani per venerare la croce, e, inoltre, anagrammando le lettere viene
Ove, a e o finali simboleggerebbero le lettere alfa e omega principio e fine di tutte le cose. Inoltre la stessa parola Tenet nel quadrato sembra formare una specie di croce greca. Il problema traduttivo sta nella parola AREPO, che in realtà non ha un vero significato, una delle traduzioni può essere la seguente: il seminatore Arepone tiene in opera le ruote oppure il seminatore possiede le opere. Tutto sembra filare fino a quando non fu ritrovata a Pompei, durante una campagna scavi, una raffigurazione del famoso quadrato, e da allora il quadrato fu chiamato latercolo pompeiano. L’ipotesi del culto cristiano veniva, quindi, a cadere, e soprattutto venivano a cadere i significati di alfa e omega, lettere entrate solo in seguito nella simbologia cristiana. Altri luoghi in cui si trova il quadrato sono: Siena, Sermoneta, in Francia a S. Lorenzo a Rochemaure, nei castelli di Chinon e di Jarnac, in Spagna a San Giacomo di Compostela, ….. La maggior parte di queste località è stata, comunque, sede templare, come spiega Bianca Capone. In generale, essi non erano i creatori di tal simbolo, ma lo usavano per contrassegnare particolari posti, o per indicare alcune informazioni nascoste. Tal simbolo è presente anche su alcuni trattati magici come la Clavicola di Salomone che dice in merito del quadrato: "il suo dominio sarà dall’uno all’altro mare e dalle acque fino ai confini del mondo". Proprio da questa frase partiremo e dalle relazioni templari in questo nostro documento. E infatti proprio sull’altra riva dell’oceano, nel Perù vi è un altro quadrato
E anche qui vi è una parola misteriosa, senza significato, essa è UTUSI, comunque la traduzione sarebbe: "un pedicello che mangia l’UTUSI che si dimena e’ felicità". Inoltre la lingua quechua in cui è stato scritto è una lingua orale, il quadrato sarebbe quindi stato composto, tramandato e compreso a mente. Effettuiamo, ora, un elenco dei luoghi ove, almeno in Italia, è stato ritrovato il sator. Partendo dall’Italia settentrionale troviamo Pescarolo, in provincia dei Cremona. Qui il sator è rappresentato nella chiesa di S. Giovanni Decollato. In questa chiesa, come vedremo in molte altre, i Templari hanno lasciato il loro segno, infatti sul portale della chiesa è rappresentata una croce templare. Ancora il Sator lo ritroviamo a Verona, nel cortile di palazzo Benciolini ma molto importante è la sua presenza nel Duomo i S. Maria assunta a Siena, qui la presenza dei Templari è fortemente attestata, in Siena la sede templare era la chiesa di San Pietro alla magione, la città stessa ha come stemma la scacchiera a caselle nere-bianche. La scacchiera, rappresenta la sapienzialità di un luogo, il nero e il bianco rappresentano i principi opposti e complementari, lo stesso concetto espresso dallo Yin Yang taoista. Tale scacchiera, che i templari chiamavano Beauceant, era spesso riportata nei loro edifici. Ancora il Sator lo ritroviamo a Fabriano, nella chiesa S. Maria in plebis flexiae, e anche qui la presenza dei templari sembra ormai accertata da alcuni toponimi della zona che fanno riferimento alla parola "spina", e nella chiesa templare di San Andrea in primicilio ad Urbino. A Frosinone, nella certosa di Trisulti , troviamo un altro Sator, in questo caso, però , il luogo non è legato ai templari, ma bensì ai Cistercensi e non staremo in questa sede a spiegare i forti rapporti tra i due ordini. E ancora la scritta palindroma la ritroviamo a Ostia antica, Sermoneta, Capestrano, San felice del Molise…Pompei… Ebbene questo simbolo quadratico rappresenterebbe il "marchio" che indica i luoghi delle correnti terrestri che definiremmo "di Osiride" o del sole…possiamo così definire una differenziazione tra le correnti terrestri per ora abbiamo visto il triangolo, legato ad Iside, al culto della vergine nera e del tredicesimo segno, la luna.Abbiamo poi, visto come questo culto sia strettamente legato al sole, e, nella cultura egizia, a Osiride, abbiamo così la corrente tellurica "ad quadratum". Ma Una conferma del fatto che il Sator è uno strumento-segno del culto tellurico lo ritroviamo nel: IL MITO DI SATURNO E L’ETA’ DELL’ORO e relazione con il Sator Secondo la tradizione greca il dio Saturno era stato spodestato da giove e giunse in Italia.Il mito narra che saturno, noto il fatto che un suo figlio lo avrebbe spodestato iniziò a cibarsi dei suoi successori, ma a questa strage sfuggì appunto giove, che adulto spodestò il padre.Il mito narra che Saturno, nell’intento di mangiarsi il figlio, con l’inganno va a cibarsi di una roccia.Il mito potrebbe esser letto come il culto politeista fagocita e "uccide" il culto monoteista del dio Saturno. La nutrice di Giove fu la dea Amaltea, Con Amaltea ci troviamo in presenza di una antica dea-madre-capra, il cui corno, detto CORNUCOPIA, rappresentava l’abbondanza.La stessa Amaltea e le sue sorelle esprimevano anche una antica trinità lunare.Insomma ad Amaltea si riconducono i segni di una antica divinità matriarcale connessa alla nascita, alla nutrizione, alla possessione e alla morte. Non a caso amaltea era stata la nutrice di Giove,ossia esisteva prima del "padre degli dei" a simboleggiare un antico potere femminile spodestato da quello maschile." Ma torniamo a Saturno, ,spodestato da Giove arriva in Italia, e in particolare nel lazio, il cui sovrano era Giano, re delle genti italiche.La stessa Italia fu chiamata Saturnia…et nomen posuit Saturnia tellus… Anche lo stesso nome del Lazio potrebbe provenire dalla leggenda di Saturno,infatti potrebbe provenire etimologicamente da LATERE, cioè "nascondere". Il nome del dio Saturno, a sua volta , sembra essere in tempi arcaici Sateurnus, che i romani interpretavano da Satus, l’azione del seminare e, del resto, saturno era una divinità Arborea (vedi dossier culto delle foreste) oppure poteva provenire da Satur , cioè fertile. A questo punto è facile trovare una radice e una assonanza con il SATOR!!! Questo studio etimologico su saturno ci permette , dunque, di avvallare la nostra tesi sul sator, cioè che il famoso quadrato magico non è altro che un simbolo magico legato al culto Tellurico.
Con l'espressione Quadrato del Sator si indica una struttura a forma di Quadrato magico composta dalle cinque parole latine: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS, che, considerate di seguito, danno luogo ad un palindromo (frase che rimane identica se letta da sinistra a destra o viceversa)
[modifica] La strutturaQuadrato del Sator Disponendo le parole su una matrice quadrata (vedasi figura), si ottiene una struttura che ricorda quella dei quadrati magici di tipo numerico. Le cinque parole si ripetono se vengono lette da sinistra a destra e da destra a sinistra, oppure dall'alto al basso o dal basso in alto. Al centro del quadrato la parola TENET forma una croce palindromica. [modifica] La storia del misterioso quadratoIl curioso
quadrato magico è visibile su un numero sorprendentemente vasto di
reperti archeologici, sparsi un po' ovunque in Europa. Ne sono stati
rinvenuti esempi nelle rovine romane di
Cirencester (l'antica Corinium) in
Inghilterra, nel castello di
Rochemaure (Rhône-Alpes)
in
Francia, a
Siena sulla parete del
Duomo di fronte al Palazzo
Arcivescovile, a
Santiago di Compostela in
Spagna, ad
Altofen in
Ungheria, solo per citarne alcune.
A volte le cinque parole si trovano disposte in forma radiale come a
Sermoneta (Latina), oppure in forma circolare come nella
Collegiata di Sant'Orso di
Aosta. [modifica] L'enigma del significatoDifficile
stabilire il significato letterale della frase composta dalle cinque
parole, dal momento che il termine AREPO non è strettamente
latino. Alcune congetture su tale
parola (assimilata per varie ragioni termine “carro”) portano a
traduzioni di senso oscuro, quali “Il seminatore, col suo carro,
tiene con cura le ruote”. Pensando che il termine sia il nome
proprio del misterioso seminatore, si arriva a “Arepo, il seminatore,
tiene con cura le ruote” [modifica] AnagrammiAnagramma SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS Osservando,
con spirito enigmistico, l'insieme della lettere che lo compongono, si
può rilevare che esse possono servire a comporre una croce nella quale
la parola "PATERNOSTER" si incrocia sulla lettera N: avanzano due A e
due O, che possono porsi ai quattro estremi della croce, come fossero
l'alfa e l'omega, il principio e la fine. Il quadrato sarebbe dunque una
“crux dissimulata”, un sigillo nascosto in uso tra i primi
cristiani ai tempi delle persecuzioni. Ragioni cronologiche portano ad
escludere che anche il quadrato di Pompei potesse essere opera di una
primitiva comunità cristiana. [modifica] Congetture varieUna studiosa
italiana, la professoressa Bianca Capone, attraverso una approfondita
analisi dei siti in cui sono stati rinvenute vestigia del Quadrato
Sator, arriva a sostenere che dietro alla diffusione del misterioso
sigillo ci sia stata l'opera dei
Cavalieri Templari. Più
convincente (o perlomeno meno improbabile), navigando tra i tanti siti
che parlano del Quadrato Sator, appare la congettura formulata dalla
scrittrice Silvana Zanella.
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