| Dante ed i Fedeli d'Amore |
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Con Fedeli d'Amore s'intende un gruppo medioevale di tipo iniziatico, presente nel XIII secolo in Italia, Francia (soprattutto Provenza) e Belgio, e probabilmente derivato dalla corrente letteraria dei trovatori molto diffusi nel secolo precedente. I F. erano dediti al culto della “Donna (o Dama) Unica”, una religione esoterica di tipo gnostico caratterizzata da un linguaggio segreto (parlar cruz), ideato acciocché la propria dottrina non fosse accessibile ai non iniziati, la gente grosa, secondo le parole del più famosa tra i F., Francesco da Barberino. Secondo Mircea Eliade, la Dama simbolizzava l'intelletto trascendente, vale a dire l'Intelligenza accessibile al discernimento spirituale, o meglio Madonna Intelligenza, la “vedova che non era vedova”, perché suo marito, il Papa, era spiritualmente morto essendosi dedicato totalmente alle cose temporali. I F. mischiavano volutamente i concetti di morte e amore, che, in un gioco di parole provenzale, diventava a (senza) mor(t) (morte), quindi eterno. Infatti il F. desiderava morire d'amore, perché, facendo così, l'umano e il divino si congiungevano in un unico sublime ed eterno amore. E' probabile, ma non certa, l'appartenenza di Dante Alighieri (1265-1321) ai F.: per lui la Dama Unica fu Beatrice, elevata a figura santa e paragonabile alla Vergine Maria in persona. L'unico impegno storico degli aderenti, per altro abbastanza assenti, fu quello di cercare di far minare il potere temporale del Papa, auspicando l'intervento di re, come Federico III d'Aragona e di Sicilia (1296-1337) o di imperatori come Ludovico il Bavaro (1328-1347), per abbattere il Papa e instaurare nuovamente il potere imperiale di Roma. L’ordine iniziatico dei Fedeli d’Amore è scomparso in Occidente, dalla fine del Medio Evo, vuoi perché i suoi membri abbiano scelto d’emigrare nei Paesi del Medio Oriente, in Siria o in Egitto, vuoi perché il loro piccolo numero abbia alla fine scelto la clandestinità più rigorosa. Esistono comunque delle prove che si è semplicemente “nascosto” e che resta vivo in Occidente persino fino ai nostri giorni. Naturalmente l’Ordine non esiste più in quanto ordine – perché, dal Medio Evo in poi, non si tratta che di casi isolati, di esperienze individuali. Ma ci si può interrogare su cosa significhi essere un fedele d’amore, adesso che l’Ordine che li riuniva ha palesemente smesso di esistere. In altre parole, essere un fedele d’amore, significa ai nostri giorni l’appartenenza a un ordine costituito come tale, con la sua gerarchia, i suoi riti iniziatici, e il suo linguaggio segreto? René Guénon stesso mette in guardia contro questa confusione a proposito dei Rosa+Croce: « Il termine di Rosa-Croce è in senso proprio la designazione di un grado iniziatico effettivo, il cui possesso, evidentemente, non è necessariamente legato al fatto di appartenere a una specifica organizzazione definita.». È lo stesso per ciò che concerne i fedeli d’amore. Quando si parla della Fedeltà d’Amore bisogna dunque tenere ben presente, certamente un Ordine antico scomparso di cui sono noti alcuni rappresentanti che hanno lasciato delle opere letterarie: Dante, Cavalcanti, ma anche una via e un modo di realizzazione spirituale che alcuni individui, senza dubbio rari, hanno intrapreso dopo che si è «occultato», in condizioni d’altro canto tanto misteriose quanto lo erano all’epoca in cui quest’ordine esisteva: Novalis, Raffaello. Ciò che distingue, in effetti, l’Ordine dei Fedeli d’Amore è la sua disciplina dell’Arcano, il suo “segreto”, il che spiega perché i suoi membri hanno lasciato così poche tracce; tranne naturalmente l’opera intera di Dante, - ma bisogna comunque penetrarne i misteri. Anche su questo punto René Guénon faceva notare che il nostro tempo, per quanto oscuro esso sia in questa fine di kali yuga, e per quanto poco propizio alla conoscenza esoterica, ne permette tuttavia un apprendimento migliore.
LIBRO CONSIGLIATO : DANTE TEMPLARE - di R. L. John - Ed. HOEPLI
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